Il Segreto delle Gocce di Pioggia. Un incanto di Dima Nachawi

(di Claudia Avolio)

“A Lana… E a tutti i nomi imprigionati nelle gocce di pioggia…”

Si apre con questa dedica Il Segreto delle Gocce di Pioggia, il corto d’animazione illustrato e diretto dall’artista Dima Nachawi (Siria), prodotto da Bidayyat.

Realizzato in un bellissimo bianco e nero molto espressivo, l’intero film scorre e ci trasporta nel ritmo delle sue onde. Quasi tutto è arrotondato: gli spazi, gli alberi e i loro frutti, le nervature delle foglie che fluttuano nell’aria come piccoli uccelli,  le chiome e le figure umane e di animali. Nelle forme a spirale che si susseguono, ogni cosa sembra volersi orientare attorno al proprio centro, generarsi a partire da esso.

La delicatezza delle musiche e delle voci narranti per le quali è stato scelto un dolcissimo arabo levantino arricchisce le scene e arriva al cuore.

A iniziare il racconto è la voce di una mamma scomparsa nel bosco. Mentre incontriamo sua figlia Lana, la cascata e lo scialle-arcobaleno, le gazzelle, la strega, il messaggio ci viene affidato in forma poetica, attraverso la metafora delle gocce di pioggia che imprigionano le persone per volere del “re malvagio che odia le persone che cantano e le ha trasformate in gocce di pioggia”, poi conservate dalla strega in una giara. In una di quelle gocce c’è la mamma di Lana.

Ogni goccia porta il nome della persona che vi è imprigionata, dettaglio molto toccante perché ci ricorda subito che nel nome è custodita l’umanità e la storia di ciascuno. Una semplice domanda di Lana, “Come possiamo far uscire le persone imprigionate nella giara?”, traccia un piccolo solco di speranza per una soluzione. Sarà lo scialle-arcobaleno lanciato in aria dalla strega fino a raggiungere la luna che allunga la mano per afferrarlo e spargerne i colori tutto intorno a riportare quelle gocce a cadere nella pioggia, tornando libere e umane.

“Non tutte, però…”

Sentiamo la mamma di Lana cantare: “Io ti ho donato la mia anima, dai, tu in cambio ridi per me. Perché sei triste, perché?”

“La storia è stata creata per porre l’attenzione sulla questione della detenzione arbitraria contro attivisti civili da parte di diversi attori. Simboleggia l’impegno e la lotta della società siriana per la liberazione dei prigionieri di coscienza”, è scritto nella descrizione del video di Bidayyat. Spinta da questo nobile intento, Dima Nachawi ha creato un piccolo incanto. Se ci soffermiamo sulla sua arte per accoglierlo, ci toccherà e ci resterà dentro per molto tempo. E non guarderemo più la pioggia con gli stessi occhi. Da quelle gocce sarà la Siria a guardarci, con tutti i suoi nomi…

The Secret of the Raindrops سرّ حبّات المطر

diretto e illustrato da Dima Nachawi

cast Cynthia Choucair, Ibraheem Ramadan

animato da Dima Nachawi, Ibraheem Ramadan

montaggio di Ibraheem Ramadan

musica e sound design Maya Aghniadis

mastering Pierre Olivier (Kord Studio)

voci di Farah Kassem, Ali J. Dalloul

tradotto in inglese da Nazli Terzi

tradotto in curdo da Juan Ferso

In copertina la locandina del film di Dima Nachawi per Bidayyat

Bidayyat for Audiovisual Arts è “una ong nata all’inizio del 2013 per supportare e produrre documentari, corti e film sperimentali e organizzare corsi di formazione sulla realizzazione di documentari”.

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