Extra Muros, la mostra di Driss Ouadahi alla Lawrie Shabibi (Dubai)

Inaugurata il 15 maggio e in corso fino al 1 settembre, Extra Muros è la mostra dell’artista Driss Ouadahi (nato in Marocco, cresciuto in Algeria terra d’origine dei suoi genitori, vive e lavora in Germania) presso la galleria Lawrie Shabibi di Dubai.

Il testo che presenta la mostra è stato pubblicato sul sito della Lawrie Shabibi e tradotto in italiano da Claudia Avolio per gentile concessione della galleria.

“Riaccogliamo nella galleria il pittore stabilitosi a Düsseldorf Driss Ouadahi per Extra Muros (“fuori le mura”), la sua terza personale con una serie di nuovi dipinti che segnano un allontanamento dal suo lavoro dell’ultimo decennio, insieme a dipinti precedenti che mostrano la sua traiettoria nel corso dell’ultima quindicina d’anni. Mentre le opere precedenti di Driss Ouadahi (esposte nella galleria nelle sue due mostre passate) manifestano interessi sociali e politici, i suoi nuovi lavori si spostano dalle strutture sociali agli esercizi nell’ambito della geometria e della luce, facendo compiere alla sua pratica un giro completo.

Dopo aver visitato l’Algeria quindici anni fa – il primo ritorno a casa di Driss Ouadahi dopo essersene andato per studiare a Düsseldorf – i suoi dipinti ruotavano attorno a politiche di classe, religione ed etnia. In quel viaggio, i confini fisici nella città di Algeri e il senso di esclusione hanno avuto un impatto su di lui, e le prime opere realizzate da allora erano di edifici modernisti di calcestruzzo pesante. Quartieri residenziali post-bellici senza volto, presenti tanto in Algeria quanto in Francia e nelle aree metropolitane di altri Paesi europei, che separano le società che vi dimorano dal tessuto urbano circostante. I dipinti con recinzione di Driss Ouadahi, i suoi percorsi sotterranei e i suoi paesaggi urbani sono originati tutti da quella esperienza.

In Extra Muros esponiamo uno di questi primi lavori, Carcasse/Heimat (2005), un dipinto di grande formato realizzato poco dopo quel viaggio. Potente espressione di tali interessi, con la sua alienante architettura brutalista e la sua griglia con una forte enfasi orizzontale, il dipinto è precursore dei paesaggi urbani di Driss Ouadahi del decennio successivo.

Dalla fine del 2018 in poi, l’artista ha cercato di ricostruire il suo metodo di pittura, ma senza abbandonare il proprio concetto generale. Negli schizzi astratti e nelle sperimentazioni pittoriche del 2017, Driss Ouadahi cerca di frammentare la sua precedente pratica – Tenir sur un fil e Funambule ricordano frammenti dei suoi dipinti di paesaggi urbani d’un tempo. Translucide (2018) indica la nuova direzione intrapresa dall’artista. Spogliandosi di ogni traccia riconoscibile di ambientazioni urbane e focalizzandosi invece su luce e trasparenza, quest’opera è priva di commentario sociale e tende più a produrre un certo tipo di emozione attraverso la sensazione visiva. In ultimo, le sue opere più recenti rimuovono del tutto la griglia frontale.

I titoli di due grandi opere della mostra, Diaphane e Ethereal, sono tanto descrittivi dei soggetti quanto lo sono dello stato mentale dell’artista e della maturazione della sua pratica. Crea spazi luminosi, trasparenti, impossibili. Queste sono opere poetiche, emotive, che pongono l’accento sul processo stesso della pittura, sulle sue qualità meditative e sullo spazio che essa evoca”.

In copertina l’opera di Driss Ouadahi dal titolo Diaphane, 2019, olio su tela, 170×200 cm. Courtesy of Lawrie Shabibi

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